TARI e art.238, comma 10 d.lgs.n.152/2006

TARI e art.238, comma 10 d.lgs.n.152/2006

Messaggioda enrico_plic » 05/01/2021, 12:22

Come oramai noto con il D.Lgs. n. 116/2020 vengono recepite alcune direttive europee, che modificano ed integrano la disciplina nazionale vigente contenuta nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 - Testo Unico Ambientale. Si circoscrive, quindi, una nuova definizione di rifiuto urbano e riclassificazione dei rifiuti.
Da una prima analisi, ed in estrema sintesi, ritengo che la questione sia molto seria e senza chiarimenti specifici si "rischia" tutta la quota variabile delle utenze non domestiche.
Vedo, ma non mi meraviglio più, che però nessuno ne parla..
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Re: TARI e art.238, comma 10 d.lgs.n.152/2006

Messaggioda Fiorella » 05/01/2021, 13:15

La questione preoccupa anche me, ma confermo che anche dal mio punto di vista è stata sottovalutata.
Questo approfondimento è interessante https://www.neopa.it/sites/default/file ... tale_0.pdf

Cito: "In conclusione, in attesa di un intervento del Legislatore, sembra a nostro parere possibile continuare
ad applicare i criteri di assimilazione previsti dagli Enti fino ad oggi, così da poter mantenere il
medesimo regime tributario applicato a favore delle utenze non domestiche, consapevoli tuttavia che
le delibere ed i regolamenti di assimilazione oggi vigenti dovranno presto essere aggiornati ovvero
sostituiti da nuovi atti che tengano conto della nuova disciplina non appena vi sarà un nuovo intervento
legislativo che adegui la legislazione in materia di TARI."


Io penso finirò per ragionare così... Tanto più che, ad oggi, con le tariffe da approvare entro fine mese penso sia impossibile far fronte anche a questa ennesima, confusa e contraddittoria modifica normativa.
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Re: TARI e art.238, comma 10 d.lgs.n.152/2006

Messaggioda enrico_plic » 05/01/2021, 14:06

Ottimo approfondimento, che non conoscevo e ringrazio, che auspica (ad ottobre 2020) un necessario raccordo tra disciplina ambientale e quella della TARI che in diversi punti sono discordanti.

Non vorrei, però, che l'autore dimentichi (per la disciplina della TARI) della presenta di un nuovo attore: ARERA ed anche che continuare ad applicare i criteri di assimilazione espone (sicuramente) gli enti ad un contenzioso molto difficile e, secondo me, con esito scontato.

Il problema è, anche, che l'elenco dei contribuenti va emesso (ad oggi prima del 31 gennaio), salvo poi effettuare il conguaglio per chi "opta" per il privato non essendoci più la privativa pubblica.

- Come si copre così il 100% dei costi se non sai, a monte, chi sono i contribuenti e quanto ti devono pagare?
- negli anni passati solo la privativa mi ha consentito di vincere diversi contenziosi che pur in assenza di specifica previsione normativa (anzi contraria) pure i contribuenti avevano sperimentato, figuriamoci oggi.

Gli uffici sono distratti dall'MTR in questo momento, ma auspico che l'IFEL in qualche modo indichi una strada
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Re: TARI e art.238, comma 10 d.lgs.n.152/2006

Messaggioda Fiorella » 05/01/2021, 14:15

enrico_plic ha scritto:ma auspico che l'IFEL in qualche modo indichi una strada


E' quello che spero anche io... ma il tempo stringe...
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Re: TARI e art.238, comma 10 d.lgs.n.152/2006

Messaggioda Kaleb » 05/01/2021, 23:27

Partendo dal presupposto della strana collocazione sistematica dell'art. 238 T.U.A., si potrebbe ritenere tale norma applicabile alla sola TIA2 (non in vigore) e non alla TARI: in attesa di un migliore coordinamento normativo bisogna capire meglio. Ho grosse perplessità sulla reintroduzione di criteri di assimilazione (abolito il relativo potere comunale in modo definitivo dal 116), ma si può recuperare una parte della tassazione, sia considerando chi era esentato per rifiuti speciali assimilati a livello quantitativo (non più esenti se rifiuti simili per specie agli urbani), sia ritagliando le superfici in ragione della destinazione d'uso (dedotte le superfici di produzione-lavorazione ciò che resta del capannone, laboratorio e quant'altro si può tassare..): qualunque norma agevolativa tributaria va interpretata in senso restrittivo, di stretto diritto.
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